Una nuova esperienza di stile VENUS di Christian Grande

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Christian Grande, nato nel 1972, è uno dei più giovani designer italiani ad essere già entrato nella rosa dei nomi di riferimento. Noto per le sue creazioni in ambito nautico e in svariati settori dell’industrial&product design, continua a dare il suo prezioso contributo nel rendere vincente lo yacht design italiano in tutto il mondo. La filosofia progettuale – che determina il massimo impegno profuso anche nella concezione del più piccolo particolare o nella scelta dei materiali di finitura – ha consentito allo studio parmense di allargare sempre più i campi di applicazione e di implementare ulteriormente la propria visione estetica in modelli sempre più grandi e via più complessi. Il suo ultimo concept, è Venus, un megayacht di 140 piedi ricco di innovazioni stilistiche e ambiziosamente distante dai clichè tipici del mondo nautico. Il tocco di Christian Grande è visibile, anche ai meno attenti, nella rigorosa lavorazione delle superfici esterne della sovrastruttura, particolarmente plastiche e muscolose, che rimangono tuttavia signorili ed eleganti (come sulle grandi e potenti berline gran turismo di lusso) come già anticipato sulla Sessa C68, e nell’ammiccante fascia centrale, che alleggerisce il profilo laterale dei tre ponti. Il fly bridge, di colore blu scuro, è fatto apposta per risultare leggero, quasi diafano, e la figura tutta è giocata su velati richiami al mondo della nautica più marina, all’automotive design e al wellness ed al relax di bordo. Un esempio: la piscina idromassaggio nella parte anteriore del fly bridge, a tutto baglio e attraversabile con un’elegante passerella sospesa per raggiungere la zona prendisole. Nota caratteristica è la voluta continuità del profilo, come una silhouette omogenea, velatamente ispirata al car design della “chrome age” e peculiare per linearità e pulizia formale. La prua, imponente e robusta, si raccorda in modo sinuoso con la poppa, seguendo i nervi ed i muscoli dello scafo e delle sovrastrutture, sempre slanciate e visivamente leggere. Tutti gli elementi portanti verticali, infatti, sono modellati, quasi scolpiti, per essere discreti e congrui alle componenti orizzontali. Le linee laterali esprimono forza e plasticità, e non soffrono degli intagli discreti delle finestrature rettangolari, quasi fossero, queste ultime, intarsiate nella fiancata. L’imbarcazione è innovativa anche dal punto di vista della colorazione: blu ambra metallizzato, dagli effetti cangianti che impreziosiscono l’intero corpo. Ulteriore ricerca formale è stata fatta per gli arredi dei ponti esterni e del fly bridge, così come delle zone prendisole, che presentano caratteristiche estetiche e di layout ad hoc per divenire un tutt’uno con l’organismo abitativo. La prova della “adattabilità” dello studio parmigiano alle grandi misure è evidente, e riesce a sfatare il mito dell’incompatibilità dell’approccio al design “di serie” con il mondo dei mega yacht custom: gli ultimi anni hanno infatti visto un notevole ampliamento delle possibilità di personalizzazione del prodotto industriale seriale, grazie all’apporto delle nuove tecnologie produttive, di nuovi materiali e della capacità del designer di trasferire le conoscenze tecniche e la propria esperienza indipendentemente dalle misure. Le parole di Christian Grande – “la maggiore disponibilità di spazio e di budget non implica una maggiore facilità di progetto, in quanto variano le metodologie di applicazione dei materiali, di modellazione delle superfici, e lo sviluppo diventa esponenzialmente più complesso. C’è inoltre da considerare il rapporto con l’armatore, che noi abbiamo sempre considerato simbiotico anche per le barche di produzione seriale, offrendo comunque un prodotto mirato e pensato su misura per il target di riferimento, o addirittura creando delle vere e proprie tendenze che anticipassero i desideri della futura committenza. Certo, sul progetto di un custom “one off” insistono anche contatti molto più serrati e continui con l’armatore, che ci trasmette ininterrottamente input a cui cerchiamo di rispondere preservando in ogni caso il nostro stile e la nostra visione”.