Il Tailleur nella primavera 2012

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NASCITA DEL TAILLEURGiunti al terzo appuntamento con Elisa Bongiascia (Vice Presidente di GBStyle) parliamo del Tailleur in questa primavera 2012. Dopo il trench e il tubino nero, questa settimana proseguiamo, infatti, lungo il nostro percorso all’interno di un altro importante pezzo che non può mancare nel nostro guardaroba : il tailleur. L’abito da sartoria, da sempre maschile, approda nel guardaroba femminile sul finire dell’800. Il primo tailleur (in francese “sarto da uomo”) è confezionato dall’inglese John Redfern nel 1885. Riservato inizialmente a occasioni non formali, il tailleur può essere considerato il primo passo della moda nei confronti dell’emancipazione femminile, in quanto sfugge agli impedimenti dell’abbigliamento tradizionale. Risale agli anni ’20 del ‘900 la rivoluzione firmata Chanel. Con il jersey, fino allora impiegato nella confezione di biancheria intima, Coco crea il tailleur morbido e rigoroso, con la gonna più corta e la linea semplificata. Indossato da attrici e donne comuni, il tailleur muta foggia e stile nel corso degli anni. Gli austeri ’40 lo vogliono dalle spalle importanti e la linea affusolata, i femminili ’50 con la vita segnata e le forme in evidenza. Negli anni ’60 Yves Saint Laurent regala alle donne il tailleur pantalone. Negli ’80 il protagonista è Giorgio Armani che veste le donne in carriera con le sue giacche destrutturate, che lasciano “intuire il corpo e la sua sensualità”. Da allora il tailleur, anche nella primavera 2012, è un capo imprescindibile nel guardaroba di ogni donna, uniforme di principesse e first ladies e jolly per noi comuni mortali ogni volta che non sappiamo cosa indossare. PILLOLE DI BUSINESS ETIQUETTE- Campagna Pubblicitaria Armani SS 2012 -Il tailleur deve il suo successo nell’ambito lavorativo alla giacca, che conferisce formalità e rigore a chi la indossa, veicolando messaggi quali serietà, professionalità, puntualità. Nel mondo legale, politico e finanziario domina lo stile corporate, che impone l’utilizzo del tailleur. Obbligatorio è l’utilizzo di colori scuri (blu e grigio in primis) e vietato tutto ciò che non è rigorosamente professional: trasparenze e scollature, gambe nude e sandali con tacco 12. Un look impeccabile richiede la manutenzione dei capi: niente comunica poca cura quanto un paio di pantaloni stropicciati o delle scarpe poco pulite. Questi “dogmi” valgono anche negli ambienti accademico e commerciale, dove vige lo stile business appropriate. Il tailleur non è più d’obbligo, ma la giacca sì. Via libera a uno spezzato elegante e un no assoluto a top troppo corti o aderenti, t-shirt casual e scarpe da ginnastica. Ricordiamoci sempre che bastano 7 secondi per fare una buona impressione. E non so quante ore per ricredersi. Alla fine della giornata lavorativa, il tailleur si rivela un valido alleato anche per happy hour, cene & co. Basta cambiare un accessorio e il gioco è fatto! Un paio di maxi orecchini, una collana importante, una sciarpina etnica o dei sandali dal tacco vertiginoso: infilato nella maxi borsa che amiamo portarci appresso, basta un solo accessorio per trasformare il nostro serioso tailleur da giorno in un trendy look da sera.INVASIONE DEGLI SHORT NEI TAILLEUR DELLA PRIMAVERA 2012-  Carven SS 2012 -Gonna o pantalone? Short! Questo il trend del tailleur nella primavera 2012, almeno secondo le passerelle. Sofisticato nella versione paisley di Jil Sander, minimal quello visto da Max Mara, sexy per Donatella Versace: uno stile per ogni designer, ma il diktat dell’estate è il tailleur con il micro short. Sì: d’estate, di giorno e di sera, su gambe toniche e leggermente abbronzate, da indossare con t-shirt o morbida canotta. No: superati i 30 anni, con infradito di gomma, scollature o pance scoperte. Il mio preferito? Quello proposto da Carven: perché si può essere chic anche in hot pants.A cura di Elisa Bongiascia, Gold Black StylePer maggiori informazioni su ELISA BONGIASCIA E GOLD BLACK STYLE leggi quiPrenotazioni: info@goldblackstyle.com