Fare attività fisica aiuta a dormire meglio?

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Avete dormito bene la scorsa notte e vi sentite riposati? O forse il vostro riposo si è interrotto più volte senza motivo?
In certi periodi dell’anno, come ad esempio durante il cambio stagione, può capitare a chiunque di soffrire di insonnia, riscontrare difficoltà ad addormentarsi o interruzioni del riposo sia di breve che di lunga durata. Se quindi la difficoltà a dormire rappresenta un disturbo temporaneo e non cronico, potete provare a migliorare la qualità del vostro riposo notturno, aumentando l’attività fisica, perché per sentirsi bene di giorno è fondamentale stare bene di notte.

La correlazione tra l’esercizio fisico e la qualità del sonno

Praticare sport o anche attività fisica leggera con costanza è infatti un punto fermo per chiunque desideri condurre una vita sana e sentirsi in forma. Consigliato a qualunque età da medici e nutrizionisti come un vero e proprio rimedio naturale, il movimento aiuta anche a dormire bene, oltre che a scongiurare l’insorgere dei disturbi e delle patologie più comuni; dal sovrappeso, alle malattie cardiache, fino ai disturbi legati all’apparato muscolo scheletrico.
Questo non significa però che allenarsi a sollevare pesi in palestra, correre per ore al parco o partecipare ad una lezione di zumba rappresentino sempre la miglior soluzione contro l’insonnia. Essere stanchi o sfiniti non garantisce necessariamente un sonno ristoratore.

Il ruolo fondamentale dell’ormone dello stress

Chi pratica attività sportiva con costanza sa bene infatti, per esperienza diretta, che l’esercizio fisico non ha sempre un effetto positivo sulla qualità del sonno, perché molto dipende dall’orario in cui ci alleniamo.
Diverse ricerche effettuate sul rapporto diretto tra esercizio fisico e qualità del sonno evidenziano l’importanza di svolgere almeno venti minuti di attività al giorno con costanza, ma preferibilmente quattro o cinque ore prima di coricarsi. Svolgere esercizi prima di andare a dormire può impedire di addormentarsi con facilità e farci sentire iperattivi ed agitati. Il motivo? Semplice, si tratta di un effetto collaterale dovuto all’aumento della quantità di cortisolo, l’ormone dello stress, la cui produzione aumenta in condizioni di stress psico-fisico fino al 60%, come ad esempio dopo sessioni di esercizi fisici intensi e prolungati.
Se da un lato quindi l’attività fisica ci porta stanchezza, favorendo e migliorando la qualità del riposo notturno, dall’altra causa l’innalzamento del livello dell’ormone dello stress e ci impedisce di prendere sonno.

Allenamenti mattutini o serali?

Uno studio americano, pubblicato sulla rivista scientifica ‘journal Mental Health and Physical Activity’, ha evidenziato i vantaggi dell’attività fisica per il benessere psicofisico e per combattere l’insonnia e i disturbi del sonno in genere, di cui soffre circa il 40% della popolazione, senza dover ricorrere a terapie o peggio ancora a sonniferi veri e propri.
Allenarsi la mattina, soprattutto se praticate attività aerobica, consente al fisico di smaltire l’eccesso di cortisolo durante tutta la giornata, facendoci sentire pieni di energia nelle ore diurne ed assicurarci un sonno ristoratore in quelle notturne; regola l’appetito ed elimina la sensazione di stanchezza che può assalirci durante la giornata.
Per alcuni tipi di attività fisica, come ad esempio lo yoga, il pilates o il tai chi, anche una pratica serale può essere indicata per chi ha difficoltà a dormire, perché alcuni esercizi di respirazione e di stretching favoriscono il rilassamento muscolare e mentale. Anche in questi casi è comunque preferibile evitare di svolgere la pratica prima di coricarsi, optando per l’orario che precede la cena, per lasciare all’organismo il tempo di recuperare le energie.

Un sonno ristoratore, unito ad un’alimentazione sana e ad esercizio fisico costante sono gli elementi essenziali di uno stile di vita sano, perché dormire a sufficienza è fondamentale per l’equilibrio metabolico, per consentire ai muscoli di recuperare, ma anche per rafforzare il nostro sistema immunitario.