Egitto e Marocco censurano il colossal Exodus

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Exodus – Dei e Re, l’ultimo film in 3D di Ridley Scott, il regista di Robin Hood, American Gangster e Soldato Jane, non sta avendo vita facile nei paesi arabi: dopo l’Egitto anche il Marocco ha vietato l’uscita del film perché “rappresenta Dio”, ha spiegato la distributrice per il regno africano, Mounia Layadi Benkirane (nella scena in cui un bambino offre la rivelazione al profeta Mosè). Lo stop è arrivato alla vigilia dell’uscita in sala della pellicola (negli Stati Uniti disponibile dal 12 dicembre) che ora, però, secondo fonti locali sta girando in rete in versione pirata con i sottotitoli in arabo.Del resto si tratta di un film particolarmente atteso la cui uscita in Italia è stata prevista per il 15 gennaio. Con una produzione costata ben 140 milioni di dollari, negli Stati Uniti ne ha incassati 39 in due settimane di uscita in sala. Ma non sono mancate le polemiche anche oltre oceano: in particolare è stato evidenziato come nel film gli attori neri interpretino per lo più ruoli di schiavi e ladri, mentre ad attori bianchi, come il protagonista Christian Bale, sono stati affidati i ruoli più importanti, come quello di Mosè, appunto, o del Faraone.La prima censura era avvenuta in Egitto, con l’accusa di aver inserito all’interno del film imprecisioni storiche. Nella storia raccontata da Scott, infatti, il miracolo della divisione delle acque (riconosciuto da tutte e tre le religioni monoteiste: ebraica, cristiana e musulmana) viene attribuito a un terremoto. Adesso anche il Marocco ha deciso di evitare la sua proiezione nel Paese, anche se pare che questo non basterà a tenere alla larga i curiosi dal film, complice lo streaming illegale.