Dan Brown Inferno

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Il nuovo best seller annunciatoIl nuovo romanzo di Dan Brown, Inferno, si appresta a diventare il libro più letto dell’anno, nonché best seller nel giro di pochissimi mesi dall’uscita. L’autore americano si prepara dunque a replicare i successi di Il codice Da Vinci – il romanzo che l’ha reso celebre in tutto il mondo anche grazie al film magistralmente interpretato da Tom Hanks – e di Angeli e Demoni, entrambi casi letterari in grado di vendere ancora oggi, a diversi anni dall’uscita. In vendita anche al Salone Internazionale del Libro di Torino, Inferno è uscito lo scorso 14 maggio ed è già in vetta alle classifiche dei libri più venduti in Italia, anche grazie alla grande campagna di marketing realizzata da Mondadori per l’occasione. Anche in questo caso sono numerose le polemiche che hanno accompagnato l’uscita di questo libro la cui esistenza si conosceva da tempo, ma che era circondato da un alone di mistero quasi sacro: pare infatti che i traduttori fossero obbligati per contratto a mantenere una sorta di quarantena al fine di non lasciar trapelare anticipazioni e notizie sulla trama. Del resto il libro è uscito in contemporanea in diversi Paesi proprio per impedire una fuga di notizie che rovinasse la sorpresa dei fans sparsi in tutto il mondo. Anche questa volta le polemiche riguardano la trama e più in particolare le licenze storiche e culturali che lo scrittore è solito prendersi (spacciandole però per realtà). Una nuova Divina CommediaCome anticipato dal titolo e dalla copertina, che vede in primo piano il classico profilo di Dante Alighieri, il romanzo è incentrato proprio sulla figura di Dante e sulla sua Divina Commedia, un’opera che gli americani generalmente non conoscono bene come noi italiani; alcuni critici hanno malignato che forse è proprio per questo che Brown ha stravolto parte della storia e dell’opera del celebre autore fiorentino. Com’è facile immaginare, il romanzo è ambientato soprattutto a Firenze, con occasionali spostamenti a Venezia e Istanbul. Per trama e struttura, Inferno ricorda molto il Codice Da Vinci: è presente infatti un eguale complotto internazionale con tanto di indovinello machiavellico da risolvere per salvare il mondo; cambiano un po’ le ambientazioni, ma anche i toni tenebrosi e ammantati di mistero sono gli stessi, proprio come il protagonista principale, un professore di Harvard e un po’ investigatore. Ritroviamo infatti il bel Robert Langdon protagonista di un thriller dall’ambientazione quasi tutta italiana, apertamente ispirato al poema di Dante: sembrerebbe il primo capitolo di una trilogia che probabilmente vedrà anche un Purgatorio e un Paradiso, ma di più attualmente non è dato sapere. Oltre alla trama avvincente e spettacolare come quelle cui Dan Brown ha abituato il suo pubblico, il romanzo presenta un’altra chiave di lettura, quella simbolica, che non risparmia nemmeno la data d’uscita del libro. Sia in Italia che in altri Paesi, infatti, Inferno è uscito il 14 maggio 2013, una data che non è per niente casuale: si tratta infatti dell’anagramma numerico di 3,1415, ossia il valore approssimato del pi greco. Chi conserva qualche reminescenza degli studi danteschi fatti al liceo, probabilmente riesce a intuire il perché di questa scelta. Nella sua Commedia, infatti, Dante aveva diviso l’Inferno in cerchi concentrici, ognuno dei quali destinato a ospitare peccatori di diverso tipo; il pi greco rappresenta la pista per misurarli. La trama di InfernoCome anticipato qualche settimana fa dal New York Times, anche stavolta la sorte del mondo dipende dal professor Robert Langdon, che all’inizio del romanzo si trova ricoverato in un ospedale. Uno degli oggetti più controversi e simbolici dell’intero romanzo, quello che dà il via alla narrazione e rappresenta il fulcro della trama, è un misterioso cilindro che si trova in un tubo di titanio dotato di sigillo biometrico, contenente del materiale biologico potente e pericoloso. Dentro il cilindro si trova nascosto un micro proiettore contenente una versione della Mappa dell’Inferno tracciata da Botticelli in persona: seguendo questa mappa, il professor Langdon e la sua compagna di avventure, l’arguta Sienna Brooks, si troveranno al centro di avventure particolarmente pericolose ambientate in una bellissima città italiana (Firenze, appunto) e nell’esotica Istanbul, metropoli di frontiera per eccellenza, a cavallo tra Oriente e Occidente. Come nel Codice da Vinci, quando Langdon si trovò ad affrontare un’associazione segreta di massoni, e in Angeli e Demoni, quando fronteggiò gli Illuminati, il professore di Harvard anche in questa nuova avventura avrà a che fare con una pericolosa setta segreta: si tratta di uno strano Consorzio al cui capo c’è un potente miliardario, il cui apparentemente inspiegabile compito è quello di ridurre drasticamente la crescita della popolazione mondiale. Una realtà postmoderna, quasi visionaria, ma saldamente ancorata a quel simbolismo così caro a Brown: le chiavi per interpretare il romanzo sono molteplici come quelle per interpretare la realtà, e il lettore potrà sbizzarrirsi a ricercarle tutte, quasi si trattasse di una caccia al tesoro.