A Roma in mostra la Collezione Doria Pamphilj

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“Vanitas”, questo il titolo della rassegna ideata da Massimiliano Floridi e curata da Francesca Sinagra, racconta, infatti, per mano di grandissimi artisti, aspetti diversi di una unica certezza: quella della caducità delle cose terrene. Quaggiù, sembrano voler indicare con i loro capolavori Caravaggio, Lotto, Ribera, Fetti, Guercino, Preti e gli altri, la Vanitas ha comunque sempre ragione di qualsiasi vanità. – Caravaggio : Maddalena penitente – Una riflessione che è molto moderna e che diversi membri del principesco Casato ebbero ben presente. Lo conferma, nella loro collezione, la ricchezza di opere, spesso commissionate a sommi artisti, sul tema. Dal 20 maggio al 25 settembre l’evento offre l’occasione di ammirare un gran numero di capolavori della storia dell’arte italiana europea. Lorenzo Lotto, Jusepe de Ribera, Caravaggio, Mattia Preti, Domenico Fetti, Andrea Sacchi sono solo alcuni dei nomi degli autori che straordinariamente vengono messi a confronto. – Guercino: San Girolamo con crocifisso – Quattro le sezioni tematiche che rappresentano la molteplicità di questioni legate alla Vanitas. La prima sezione è dedicata alla pittura di genere e presenta una selezione di nature morte che, come noto, costituirono un espediente simbolico sovente adottato dai pittori per alludere alla caducità della vita. Passando alla seconda sezione si abbandonano i soggetti profani per affrontare le origini religiose del tema. Vengono infatti esposte numerose immagini di San Girolamo, il santo studioso che traducendo l’Ecclesiaste importa nel mondo latino il concetto di Vanitas. Rispettando la disposizione settecentesca delle collezioni Doria Pamphilj nel palazzo di famiglia a Roma, si presentano, come pendant a San Girolamo, le immagini barocche della Maddalena che con la sua rinuncia ai valori effimeri della vanità femminile incarna una diversa sfumatura del trionfo sulla caducità delle cose mondane. Spiccano capolavori come il San Girolamo di Ribera e la Maddalena di Caravaggio. – Ludovico Lana: Dedalo e Icaro – Segue una sezione, dedicata al ritratto, che è anche la più ricca e presenta una scelta di dipinti con elementi allegorici. La rassegna è arricchita anche da una serie di ritratti e busti di filosofi antichi che, testimoniando della presa che il tema della Vanitas aveva anche in relazione alle sue presunte radici filosofiche, rendono conto di un vero e proprio genere in voga nel Seicento. Ma proprio perché nulla dura in eterno, la vita quaggiù deve dare gioia, bandendo tristezze e afflizioni. “Vanitas” potrebbe, infatti, essere letta come l’invito a vivere appieno il Presente, cogliendo il meglio che esso ci offre, come lo stesso Benedetto Pamphilj fece, dedicando la sua vita alle arti, alla musica, alla letteratura di intrattenimento. L´ultima sezione tematica è quindi dedicata proprio al cardinale e alla sua poetica dell´effimero. Una passione condivisa del resto con molti membri del Casata, com’è confermato dalle splendide collezioni d’arte che fanno di Palazzo Doria Pamphilj la più importante “casa-museo” privata di Roma. Vanitas. Lotto, Caravaggio, Guercino nella Collezione Doria Pamphilj, Roma, Palazzo Doria Pamphilj, 21 maggio – 25 settembre 2011. Orario: tutti i giorni dalle 10 alle 17. Ingresso: intero 10.50 euro; ridotto 7.50 euro. Catalogo Silvana Editoriale.