Brunello Cucinelli, +30% di fatturato, 35 monomarca e 1.000 multibrand nel mondo
Brunello Cucinelli è un imprenditore-filosofo, ma questo non vuol dire che non abbia i piedi per terra.., anzi….! Ama i grandi progetti e ama vederli crescere. Il suo progetto/sogno più grande, che si sta realizzando, è di riportare agli antichi splendori il borgo medievale di Solomeo, in Umbria, dove ha sede la Brunello Cucinelli, e dove sono stati intrapresi lavori di restauro già da vari anni. Tutto questo, ovviamente, non disgiunto dal miglioramento continuo dell’alta qualità di lavoro dei suoi dipendenti, e dal perseguimento dei più nobili valori umani.. La sua bella impresa, che conta a tutt’oggi 500 dipendenti, più un indotto che comprende molte altre persone, produce vari marchi, Brunello Cucinelli Cashmere, Gunex, Rivamonti, tutti capi di prèt à portèr da uomo e da donna.
Brunello Cucinelli è il primo che ha capito, già dall’inizio della sua carriera, che il cashmere poteva essere anche colorato, e non solo beige, bianco, corda, neutro insomma. L’abbiamo intervistato nel suo show room a Milano, durante la presentazione dell’ ultima collezione, quella della P/E 2010.
Come va la sua azienda?
E’ un momento molto positivo, soprattutto negli ultimi due anni. Nel 2008 e 2009 siamo addirittura riusciti ad aumentare il fatturato del 30%. Ma la cosa più importante, e che mi stava più a cuore, è che sono riuscito a mantenere il numero originario dei miei dipendenti, addirittura siamo riusciti ad incrementarlo, e lei capisce, in momenti come questi, molto delicati, mi fa molto piacere … è stato importante!.
Quando si uscirà dalla crisi economica che attanaglia tutto il globo?
Credo che ne stiamo già uscendo, è addirittura un nuovo mondo. Stiamo rimodellando l’umanità, certo, i consumi non saranno più quelli di prima, e questo mi fa in qualche modo anche piacere, vorrà dire che riscopriremo i grandi valori a cui io sono molto legato, e in cui credo tantissimo…
Progetti futuri?
Noi, già come struttura aziendale, abbiamo 1.000 multibrand, e 35 monobrand. E’ nostra intenzione aumentarli fino a 40. Io credo moltissimo nei multibrand, credo che è bene che ognuno faccia il proprio lavoro, dal negoziante al mercante, nell’accezione più pura del termine, il più nobile…
Cos’è il lusso?
Un prodotto di grande qualità e di alta artigianalità,qualcosa di speciale, di non troppo distribuito, qualcosa che quasi hai l’immagine di qualcosa “fatto apposta”, su misura per te…
Come vanno i monomarca, ne ha aperto uno di recente a Roma!
Sì, abbiamo aperto di recente a Tokio e a Roma, la cosa positiva è che noto l’effettiva ricerca, da parte dei clienti, di una effettiva alta qualità ed artigianalità del prodotto.
Che cosa propone per la prossima P/E 2010?
Fuseaux leggerissimi sovrapposti da tuniche leggerissime, in colori neutri, non violenti,tenui, raffinati.
Lei è conosciuto come lo stilista-filosofo, cosa c’è di vero, o di falso in questa affermazione?
Io ho sempre avuto il sogno di rendere più umano il lavoro, io vivo e lavoro sempre come se fosse l’ultimo giorno della mia vita, e progetto come se dovessi vivere per l’eternità, questo mi hanno insegnato i miei grandi maestri…
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